Femminismo

Biancaneve e i Sette Nani è sessista?

Questa rubrica che si prefigge di analizzare la donna nei film d’animazione nasce ben due anni fa sulla mia pagina Facebook. Stavo gironzolando su YouTube alla ricerca di contenuti interessanti e beccai un video il cui titolo catturò la mia attenzione.
“Perché sono diventata femminista”, il titolo e Tedx Talk il canale. In genere i contenuti di Tedx Talk non mi dispiacciono, ragion per cui tentai di guardare il video, ma finii per chiuderlo in due secondi: un’analisi che non bisognerebbe sentire da chi si rivolge a una platea, discorsi triti e ritriti che ti fanno chiedere se, in effetti, la signora abbia mai visto i film che nomina, se li abbia compresi e se li abbia contestualizzati.
Mi son detta, quindi, che se tutti possono rivolgersi ad un pubblico non avendo conoscenze dell’argomento, io posso mettermi al computer e scrivere.

Premessa.
Sono dell’idea che l’ossessione di ricercare il vero, il verosimile e il realismo non sempre dia una visione oggettiva del prodotto in esame. Le fiabe sono, in genere, cariche di simbolismi e metafore. In più, non si può ignorare il fatto che i film d’animazione abbiano un linguaggio non verbale composto da colori e colonna sonora.
Tuttavia, analizzerò i personaggi femminili animati basandomi unicamente sui fatti, gli eventi e le azioni come ha fatto la signora di cui ho scritto a inizio articolo.


È il 1937 quando il primo film d’animazione della storia arriva sul grande schermo.
La protagonista è una ragazzina di quattordici anni, orfana di padre, che vive con la sua matrigna. Dei retroscena familiari di Biancaneve non sappiamo nulla, il film ci presenta una ragazza che dagli abiti, dal rossore sulle guance, dalla voce, dall’incarnato rappresenta la quintessenza della purezza e dell’innocenza. Pure il fiocco blu che le incornicia i capelli ad inizio film tende a rimarcare le suddette qualità.


Perché Biancaneve è fra le principesse maggiormente bistrattate?

Le risposte vanno dal “è passiva, attende che il principe la salvi” o “non si ribella alla matrigna cattiva” o ancora “si innamora di un tipo senza nome e che ha appena incontrato”.
Mi fa un po’ sorridere che si parli di realismo quando, volendosi appigliare a quest’ultimo, mi domando cosa Biancaneve, una ragazzina di quattordici anni che non ha avuto la possibilità di mettere naso fuori dal castello, avesse potuto fare contro una come Grimilde. Vorrei anche far notare che Biancaneve, all’inizio del film, non aspetta che il principe la tiri via da lì. Biancaneve canta di volere un amore tutto per sé, di voler essere felice.
Immagino sia un desiderio legittimo visto che, attualmente, non sa nemmeno che diamine significhi l’affetto. Dai, basimiamola una ragazzina che sogna di avere qualcuno che l’ami, in fondo suo padre è solo morto e la sua matrigna ha assunto un uomo che le strappi il cuore dal petto. Le fiabe hanno messaggi educativi con i quali, adesso, possiamo anche non concordare, ma ignorare quest’aspetto sarebbe disonesto.
Biancaneve si “innamora” immediatamente per un motivo. Nessuno ha notato il cambio del fiocco indossato dalla principessa? Ecco, dopo l’incontro con il principe – e quel primo bacio – diventa rosso come la passione. La fiaba originale di Biancaneve fra i tanti argomenti tocca proprio quello della maturità sessuale.

Biancaneve finalmente ha possibilità di uscire, la matrigna le permette questa passeggiata nei boschi, il cacciatore prova ad ammazzarla e lei si terrorizza. Ora, non mi fate giustificare in termini di realismo perché non abbia iniziato uno scontro corpo a corpo. Biancaneve scopre la verità e scappa. Fra le emozioni scaturite dall’esser scampata a un tentato omicidio e il ritrovarsi da sola in una foresta, ha un crollo e scoppia a piangere. Come si permette ad avere un crollo di nervi dopo che un tizio ha provato ad accoltellarla dico io, doveva sfoderare le sue mosse da combattente.

Biancaneve trova una casetta nel bosco e suppone che sia abitata da orfanelli.
La giovane non ha molte possibilità, la regina la vuole morta, quindi tenendo alla vita – spirito di sopravvivenza, sapete – le viene un’idea: lei pulisce e cucina e si augura, in cambio, di avere protezione e un tetto sopra la testa. Bianca non viene schiavizzata, i nani non la trattano come una sguattera, la intrattengono, le regalano momenti di leggerezza, la rispettano, la trattano con gentilezza. Quello che Biancaneve fa per loro non è scontato e loro ne sono consapevoli, lo si intuisce da come si relazionano ad ella che, ricordiamoci, fa tutto di propria iniziativa. Stiamo assistendo a spirito di adattamento.
Biancaneve diventa la signora della casa, non li fa mangiare se non si lavano!
Nel momento in cui la principessa canta del “suo amore che verrà” lo fa perché si trova in una condizione pessima e l’idea riesce a farla stare meglio. Da qui impareremo quanto il canto diverrà liberatorio, valvola di sfogo, per le future eroine, ma torniamo a noi.
La povera ragazzina è costretta a nascondersi, non ha le armi per difendersi e poter affrontare la regina. No, non possiamo rimproverarle di non avere abilità da grande stratega perché la storia vuol raccontarti che il male non paga mai e che essere buoni e gentili, sì. Biancaneve muore compianta da sette persone, la strega muore divorata dagli avvoltoi, just sayin’.

morethanjustgay: “ gameraboy: “Snow White and the Seven Dwarfs (1937) ”  sinister vultures … or how I feel about t… | Don't fear the reaper,  Vulture, Animated movies
Che ansia sti due.



Forse ai nostri occhi non è una di grande rilevanza, abbiamo visto tanti film dopo e abbiamo avuto rappresentazioni sicuramente più moderne e con le quali è più facile identificarsi, ma mi preme comunque rimembrarvi, in tal proposito, il tessuto sociale del tempo.
Ovviamente è giustissimo mettere in discussione quanto ci è stato raccontato e criticarlo, scriverci libri e saggi, ma un Tedx Talk su quanto la Disney sia orribile perché tu sei rimasta a casa in attesa del principe, no. Da bambini è facile travisare il messaggio di un prodotto, lo facciamo anche da più grandi, quando le capacità di comprensione e discernimento sono migliori.

Biancaneve non racconta che il luogo idoneo a una donna è la cucina, che bisogna essere passive. Biancaneve è una storia che spiega il passaggio da una fase d’immaturità a una di maturità. Pure la Disney racconta di sessualità, sapete? Non mi riferisco alle teorie dei messaggi subliminali.

snow white love GIF by Disney

Ma è la torta di mele, piccina, il dolce preferito dagli uomini.
La mela è simbolo di amore sensuale, della bellezza, della gioventù e della fertilità.

1 pensiero su “Biancaneve e i Sette Nani è sessista?”

  1. Non ho mai letto un’analisi così profonda e corretta a riguardo, andando di moda il femminismo “sbagliato” al momento tutti se la prendono con la Disney, ma è un enorme errore in quanto la gente sia incapace di scavare affondo. Finalmente trovò un articolo dove il mio pensiero e la mia analisi trovano conferma.. grazie di questa piccola perla!

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