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Rapunzel: come le relazioni che costruiamo ci definiscono.

“Questa è la storia di una ragazza che si chiama Rapunzel e comincia con il sole”.

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Sono passati dieci anni da quando un simpatico ladro, chiamato Flynn Rider, doppiato da un bravissimo Giampaolo Morelli, ci introduceva alla storia di Rapunzel con queste esatte parole.

Correva l’anno 2010, e la Disney reduce da un altro periodo nero fatto di sperimentalismi e da un tentativo deludente di ritorno al genere principesco con “La principessa e il Ranocchio”, cercava di riproporre un nuovo adattamento di una fiaba classica dei fratelli Grimm, formula che l’ha resa celebre negli anni novanta, contornata da qualche tocco di modernità. Presenta così “Rapunzel – L’Intreccio della torre, il film che avrebbe dato inizio a quello che i fan hanno ribattezzato epoca revival.

Come noto nella tradizione disneyana, spetta a una principessa il compito di risollevare il prestigio dell’azienda più importante nel campo dell’animazione. Biancaneve aveva aperto le porte a un nuovo genere di cinema, Cenerentola e La Sirenetta avevano risollevato le sorti dell’azienda: la prima dando inizio alla Silver Age e la seconda, sancendo il Rinascimento Disney, il periodo più prospero e apprezzato dai fan.
Così a Rapunzel è toccato aprire le porte ad un nuovo periodo aureo per l’azienda.

La storia si concentra su Rapunzel, una principessa nata dopo che la madre incinta viene guarita dal potere di un fiore magico sbocciato da una goccia di sole caduta giù dal cielo. Poco dopo la sua nascita, la piccola viene rapita da Madre Gothel, una donna centenaria che riesce a mantenersi giovane nei secoli grazie all’aiuto del fiore magico, i cui poteri sono stati ereditati da Rapunzel e che risiedono nei suoi capelli dorati. La bambina viene quindi rinchiusa in una torre situata in un punto nascosto della foresta.

Madre Gothel cresce la bambina come una figlia, sfruttando il potere dei capelli magici per mantenersi giovane e facendole credere di non poter lasciare la torre perché “il mondo fuori è un posto pericoloso, pieno di persone orribili ed egoiste”. Tuttavia le mura della torre non posso nascondere tutto, di conseguenza Rapunzel osserva ogni anno, dalla finestra, le lanterne che il re e la regina, nella speranza che la principessa perduta possa tornare da loro, lasciano fluttuare in cielo.

Passano gli anni, ci ritroviamo con una Rapunzel cresciuta, intenta a divertirsi con il suo migliore amico, Pascal, un camaleonte.

Fin dalla canzone di apertura Aspettando una nuova vita, la torre viene rappresentata come la “comfort zone” di Rapunzel, un luogo dove svolgere attività monotone, come lavare il pavimento, leggere sempre gli stessi libri, dipingere, suonare, cucinare… attività che ripete ogni giorno fino allo sfinimento, ma che per questo, la fanno sentire al sicuro.

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Tutto questo rinchiude la sua creatività in una prigione destinata a restringersi man mano che gli anni passano, una torre senza porte da cui è difficile uscire.

L’unica scappatoia sembra essere quella scia di luci che osserva nel cielo stellato ogni anno, e che vorrebbe tanto vedere da vicino.

Rapunzel possiede lunghi capelli dorati, il cui colore sta ad indicare il fatto che sia destinata a grandi cose, oltre ad essere un indizio delle origini nobili della giovane, il biondo inoltre si collega a un simbolo solare, di lucentezza e chiarore.

Dopo la presentazione di Rapunzel, veniamo introdotti alla sua relazione con Madre Gothel, la ragazza aiuta la madre a salire nella torre lasciando cadere i lunghi capelli dorati che l’altra usa a mo di montacarichi.

Un primo approccio alla diversità tra le due lo possiamo notare nel modo di vestire e nell’accostamento tra i colori: i vestiti di Rapunzel rispecchiano il periodo storico in cui è ambientato il film, ovvero il 1780, e sono di una tonalità che sta sulla sfumatura violetto-lavanda, mentre Gothel indossa un abito dell’epoca medievale color rosso-porpora, questo ci comunica, oltre alla vera età di Gothel, quanto i due personaggi siano incompatibili.

Nel film il viola è il colore dominante del regno, viene indossato soltanto da Rapunzel e sua madre, la regina, per indicare la regalità. È il colore di chi trova difficile controllare la propria emotività, ama l’arte e adora le forti emozioni che provengono dal contatto con l’ambiente e con le persone. Si contrappone al rosso, simbolo di presunzione, irascibilità e irrequietezza, di chi ha voglia di vincere e brama il potere.

Il nome dell’antagonista, Gothel, oltre ad essere lo stesso della fiaba dei fratelli Grimm, deriva dal tedesco, e significa madrina, che come scrive il dizionario Treccani significa “donna che tiene a battesimo, o a cresima un bambino, assumendo così, nei suoi confronti, obblighi di natura spirituale e anche materiale. Per estensione in antropologia: ogni donna che svolga la funzione di presentazione e protezione di una o più candidate nei rituali di iniziazione giovanile”. Il personaggio quindi si dimostra essere una rappresentazione dell’archetipo della madre, poiché da un lato è colei che l’ha protetta e tutelata dai pericoli, dall’altro l’ha rapita e la tiene rinchiusa in una torre da tutta la vita, diventando quindi madre terrificante.

Questo dualismo, derivanti dall’analisi delle fiabe portata avanti da Jung, rappresenta sia l’aspetto protettivo ed amorevole della donna, legato alla cura della casa, della famiglia, a sentimenti di tenerezza, affettività, calore, cura e nutrimento. Sia l’aspetto più fagocitante, che può risultare dalla tendenza iperprotettiva di una madre verso il figlio e che, a un certo punto, può arrivare a minacciarne la crescita, lo sviluppo e l’individualizzazione.

Questi aspetti sono evidenti in tutti i dialoghi tra le due:

“Oh, Rapunzel! Come riesci a fare questa cosa ogni giorno dell’anno senza alcuna eccezione, sembra un’attività così estenuante tesoro!”
Gothel le accarezza il viso con sguardo amorevole.
“É una cosa da nulla”.
“Allora non capisco perché ci voglia tanto” afferma madre Gothel, sempre con voce amorevole, poi inizia a ridere e continua con fare canzonatorio “sto scherzando”.

In questa breve comunicazione abbiamo una rappresentazione di ciò che Gregory Bateson definiva doppio legame. Si tratta di una modalità relazionale, che talvolta può verificarsi nei rapporti genitori-figli, all’interno della quale chi subisce l’incongruenza tra piano verbale e non verbale, sente di non potere rispondere e infatti Rapunzel rimane interdetta, ma è determinata a chiedere alla madre di realizzare il suo desiderio, le chiede quindi di vedere le luci fluttuanti. Gothel, nel tentativo di farla desistere, la convince che quelle non sono altro che stelle.

Tuttavia Rapunzel, che stupida non è, ha creato una mappa delle stelle, scoprendo che queste non cambiano mai, mentre quelle che vuole vedere compaiono nel cielo solo il giorno del suo compleanno, e sente con loro una sorta di connessione speciale.
Gothel, tuttavia, le parla dell’assurdità della sua idea e veniamo così a scoprire quanto profonda sia la manipolazione perpetrata sulla ragazza, assistiamo quindi alla villain song del film “Resta con me” pezzo teatrale girato al buio, dove le luci illuminano unicamente Gothel e Rapunzel, un trucco visivo che aiuta a descrivere il rapporto malato che esiste tra le due. Tra un volteggio e l’altro la matrigna riesce a dare a Rapunzel dell’imbecille, a dirle che è brutta, incapace, il tutto tra un sorriso e una carezza, facendosi persino abbracciare al termine del numero.

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In più occasioni Gothel dimostra di vedere Rapunzel più come uno strumento utile che come una persona, tiene più ai suoi capelli e al loro potere, che alla fanciulla. La chiama costantemente “fiore” o “fiorellino”, in originale usa addirittura il termine “pet” ovvero “animaletto”, le tocca ossessivamente i capelli, “e guarda, tu sei il più raro fiore” canta cullandosi sulla lunga chioma della ragazza.

La minaccia poi di non dover mai più chiedere di uscire dalla torre, al che Rapunzel acconsente rassegnata.

“Ti voglio talmente bene, cara” dice madre Gothel tenendola saldamente.
“E io anche di più” risponde Rapunzel con affetto.
“E io anche più del tuo più” dice infine baciandole i capelli.

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Rapunzel è cresciuta da sola e, a causa di Gothel, con una forte carenza in termini di autoefficacia: non può aver acquisito la consapevolezza delle sue capacità in quanto la sua unica compagnia è stata una “madre” con le manie di controllo.

A rompere lo schema della zona di comfort, arriva un agente esterno: Flynn Rider che scala la torre alla ricerca di un luogo sicuro in cui rifugiarsi dai soldati e dal cavallo Maximus dopo il furto della corona. Dopo essere arrivato in cima, viene tramortito da Rapunzel con una padella e chiuso in un armadio con l’aiuto dei lunghi capelli della giovane.
Eccoci quindi introdotti alla prima evoluzione dei capelli, elemento chiave del film: da dono, a strumento utile, ad arma usata dai personaggi principali, insieme alla padella.

Arriviamo però al secondo dialogo tra Rapunzel e madre Gothel.

“Rapunzel, ho una grande sorpresa, ho preso quello che serve, farò una bella zuppa di nocciole per cena, la tua preferita, sorpresa!” dice Gothel dimostrando il suo lato materno e di cura.
“Vedi madre, tu credi che io non sia abbastanza forte per cavarmela da sola là fuori, ma…”
“Oh cara, io so che tu non sei abbastanza forte per cavartela”.
La conversazione terminerà con un netto “basta con quelle luci Rapunzel. Tu resterai chiusa dentro questa torre, tutta la vita!” dimostrando il forte tentativo di controllo della figlia e del sentimento di possesso scaturito dal lato più oscuro dell’archetipo della madre, quello della madre terrificante.

Si tratta di una madre che non favorisce l’autonomia, ma che inibisce l’evoluzione della figlia e la trascina in una relazione simbiotica, si preoccupa eccessivamente e risulta ansiogena nel tentativo di mostrare a Rapunzel come tutto il mondo sia cattivo.
“É un bel dramma senza mamma” cantava poco prima.

Si tratta di un’affermazione simbolica del rapporto madre-figlia e di uno stralcio di conversazione che amplifica gravemente le normali forme di comunicazione, ma che può offrire un importante spunto di riflessione sui possibili messaggi contraddittori che possono verificarsi in questo ambito.

Tuttavia Rapunzel non si è rassegnata e tramite uno stratagemma, convince Gothel a partire per un viaggio lungo tre giorni, in modo da recuperare come regalo di compleanno richiestole uno speciale colore per dipingere. Appena Gothel si allontana, Rapunzel lega Flynn a una sedia inizialmente convinta che lui sia lì per rubarle i capelli magici, ma scoprirà subito non essere affatto così, anzi il giovane non sa nulla né di lei, né dei poteri della sua bionda chioma. Secondo segnale delle menzogne di Gothel, contando anche lo scoprire che gli uomini non hanno le zanne, come la fanciulla credeva.
Rapunzel scopre quindi che le luci fluttuanti sono delle lanterne lanciate per una certa principessa e propone quindi un patto a Flynn: lei gli ridarà la corona, se lui la porterà a vedere le lanterne.

Si arriva al tanto atteso momento in cui Rapunzel osa disubbidire alla madre, abbandonando la torre, sulle note di una reprise di Aspettando una nuova vita, degno di nota il momento in cui si lascia cadere sui capelli in uno slancio di euforia, per poi fermarsi a mezz’aria, spaventata di mettere piede al suolo, per poi lasciarsi finalmente andare. Indimenticabile il crescendo sinfonico in cui vediamo la giovane correre come un’indiavolata sul prato a piedi nudi.

Ma ad un primo momento di euforia, seguono le insicurezze ed ecco quindi che vediamo l’effetto di anni di prigionia e torture psicologiche nella giovane, combattuta tra il desiderio di libertà e la paura di deludere le aspettative della madre.

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Flynn tenta quindi di convincerla a ritornare indietro per recuperare il rapporto di reciproca fiducia madre-figlia, ma la convinzione di Rapunzel di vedere le lanterne è troppo grande, così si ritrova a discutere con il ladro, che la conduce con l’inganno alla taverna “Il brutto anatroccolo” frequentata da ogni sorta di criminali.
Qui la ragazza riesce a salvare il giovane ladro, semplicemente empatizzando con i frequentatori della locanda, parlando loro del suo sogno e convincendoli ad aprire i loro cuori.

Flynn e Rapunzel scappano attraverso un passaggio segreto e una volta usciti sono costretti ad affrontare le guardie intenzionate ad arrestare il ladro. Tuttavia i due riescono a depistarle, rimanendo però bloccati all’interno di una grotta che accumula acqua. Qui Flynn si apre per la prima volta, ammettendo il suo vero nome: Eugene Fitzherbert, asserendo che almeno qualcun altro doveva saperlo, mentre Rapunzel rivela di avere dei capelli magici che risplendono quando canta e davanti allo sguardo sbigottito del ragazzo, li illumina, salvanto entrambi.

La sera stessa, Rapunzel guarisce la mano di Eugene grazie al potere curativo dei capelli, raccontandone tutti i retroscena: la madre l’ha rinchiusa nella torre perché quando era più piccola tutti avevano cercato di tagliarli, ma una volta fatto, essi sarebbe diventati scuri perdendo tutto il loro potere.

Eugene invece è cresciuto in un orfanotrofio, dove ogni sera leggeva una serie di libri ai bambini più piccoli “Le avventure di Flynnegan Rider” un audace briccone, ricco come non mai, e niente male con le signore, che però non era un ladro, ma anzi aveva abbastanza denaro per fare tutto quello che voleva e agli occhi di un ragazzo che non possedeva niente, sembrava la scelta migliore. Eugene proiettava nel protagonista del romanzo, tutto ciò che avrebbe sempre voluto essere, perciò rimane interdetto quando Rapunzel gli rivela di apprezzare più Eugene che Flynn.

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“Affinchè tu lo sappia: Eugene Fitzherbert mi piace molto di più di Flynn Rider”.
I due cominciano ad aprirsi e lui, per la prima volta, ha trovato qualcuno a cui piaccia la sua vera personalità, non il personaggio che si è costruito nel corso degli anni.

Eugene è la seconda persona a cui Rapunzel permette di toccarle i capelli che, secondo alcune antiche culture rappresentano un’estensione della nostra anima, delle nostre idee, della nostra forza vitale, sono qualcosa di molto personale.
Rapunzel lascia entrare Gothel nella torre con l’ausilio della sua chioma, cresciuta a dismisura perché condizionati dalla strega, è lei quindi a dominare i pensieri della ragazza, e farsi strada con essi. Ecco però che Rapunzel decide di disubbidire ancora una volta, decidendo di condividere i propri pensieri, la propria intimità anche con Eugene, donandogli così un pezzo di se stessa. Inoltre è la prima volta che sentiamo chiaramente nel corso del film la formula dell’incantesimo di guarigione, segno che Rapunzel si fida davvero di Eugene.

Rapunzel, Rapunzel, let down your hair to me | Suhani Si Ek Ladki

Ad interrompere questo momento è il ritorno inaspettato di Gothel che tenta di convincere la giovane a tornare a casa con lei, Rapunzel però questa volta non ci sta, perché sta facendo un viaggio incredibile, vedendo e scoprendo tanto, e si sta innamorando.
Ecco quindi che dopo la prima strofa della reprise di Resta con me, Rapunzel risponde con un secco no. Al che Gothel tenta di instillare in Rapunzel il germe della sfiducia verso Flynn Rider.

“Corri a portargli questa” dice passandole la corona.
“Questa è la realtà, lui non vuole altro, dagliela e se ne andrà” afferma.
“Lo farò!” le fa eco una sempre più dubbiosa Rapunzel.

Il giorno dopo i nostri due protagonisti sono finalmente giunti nel Regno di Corona.
Una volta entrati in città sorgono subito i primi problemi, prima i lunghissimi capelli di Rapunzel non sono mai stati una seccatura, ma ora che si ritrovano nel bel mezzo di un borgo cittadino, ecco che diventano d’intralcio ai cittadini, così Eugene chiede a delle bambine di legarli in una lunga treccia.

A GIF - Tangled Hair Braid - Discover & Share GIFs

Ecco la seconda evoluzione dei capelli: dall’essere ingombranti, una volta entrati in città, all’essere inutili quando acconciati, da questo momento e per le scene successive, ci si dimenticherà della loro esistenza.

Qui comincia anche il brano strumentale Kingdom Dance, una ballata che descrive una giornata passata insieme tra Rapunzel e Eugene, in cui i due giovani si avvicinano sempre di più, il tutto viene messo in scena con un delizioso montaggio in cui le loro scene insieme vengono incrociate con quelle di una danza inebriante che la ragazza compie coinvolgendo popolani di ogni età e sesso in un momento di comunione spirituale, quasi dionisiaca. Rapunzel danza in modo ingenuo e allo stesso tempo consapevole, come quando si lascia andare e va in estasi ad occhi chiusi. Un risultato straordinario, sottolineato da un brano trascinante e dal sapore puramente medievale che termina nel momento in cui i due futuri amanti riescono a ricongiungersi, dopo essere stati per tutta la danza continuamente sviati dalla folla in festa.

Rapunzel e Eugene si allontanano, un giretto in barca per vedere lo spettacolo delle lanterne in quello che il ragazzo descrive “un posto all’altezza, per il tuo giorno speciale”.
La ragazza gli esprime i suoi timori sulla realizzazione del suo desiderio.

“E se tutto quello che ho sempre sognato si avverasse, che cosa farò poi?”
“É la parte più bella direi, ti cercherai un nuovo sogno”.

Comincia quindi Ora vedo la realtà, brano cardine del film, si tratta di un duetto in cui Rapunzel e Eugene esprimono il loro massimo sviluppo, lei conosce la felicità per la prima volta, mentre lui capisce ciò che è davvero importante, entrambi sono sempre stati ciechi, ma ora iniziano a vedere chiaramente la realtà per la prima volta.

Tangled Gif - ID: 95460 - Gif Abyss

Degno di nota il breve dialogo in cui la fanciulla tenta di restituirgli la borsa contenente la corona, rivelandogli che avrebbe voluto dargliela prima, ma l’idea la spaventava, ma ora non più e assistiamo ad un meravigliato Eugene, che abbassa la borsa con una mano. “Comincio a capirlo” le risponde con un sorriso, perché in tutto il tempo passato assieme si era dimenticato della corona, e nel duetto finale i due raggiungono l’apice della loro maturazione sessuale. “Oggi io ho il mio nuovo sogno, sento che sei tu” mormorano poco prima di avvicinarsi per baciarsi.

All’ultimo però, l’idillio viene però interrotto perché qualcosa attira l’attenzione di Eugene, sono i fratelli Stabbington che lo richiamano con una luce verde scuro, dall’aria ipnotica. Anche questo colore non è lasciato al caso e chiunque abbia familiarità con i film Disney lo sa, infatti solitamente è sinonimo guai, poiché trattasi della sfumatura tipica dei villain e della malvagità che li contraddistingue.

Eugene quindi torna a riva e assicura Rapunzel di doversi allontanare per poco, per poter fare una cosa, ossia restituire la corona ai suoi ex soci. Infatti, nel momento in cui li ha visti, ha capito di dover fare i conti con il proprio passato e diventare un uomo migliore prima di poter continuare la storia d’amore con la ragazza. Ecco perché si interrompe poco prima di baciarla.

Da questo momento la situazione precipita: i due briganti hanno scoperto il segreto di Rapunzel da madre Gothel, tramortiscono Eugene e lo legano insieme alla corona al timone di una nave facendo in modo che le guardie lo catturino, quindi si presentano dalla ragazza, convincendola che l’altro l’abbia abbandonata per poi tentare di catturarla.
La fanciulla cerca di fuggire, finché non sente dei colpi in lontananza e una voce familiare che la chiama, si tratta di Gothel, accorsa in suo soccorso e che perpetrato il piano, riesce a riportare la figlia al suo fianco.

Cosa ne pensate di Madre Gothel ?
Ed ecco che accarezza i suoi preziosi capelli.

Rapunzel viene quindi ricondotta nella torre dove Gothel le scioglie nuovamente i capelli.
“Ci ho provato in tutti i modi Rapunzel, ti ho avvertita di cosa avresti trovato lì fuori: il mondo è oscuro, il mondo è egoista e crudele, se arriva a scoprire anche il minimo raggio di sole lo distrugge”.

Questa volta però la ragazza non rimane del tutto convinta e si abbandona sul letto osservando un fazzoletto acquistato nel regno il giorno prima, raffigurante il simbolo di Corona: un sole. Si accorge quindi che in tutti i dipinti fatti nella torre, ha sempre tracciato incosciamente i simboli del sole come horror vacui nel tentativo di comunicarle, o forse ricordarle qualcosa.

The Sun (Corona's Symbol) - Tangled foto (37351103) - Fanpop

Il sole è il simbolo della ragione che governa gli uomini e nel film diventa il simbolo attraverso il quale Rapunzel viene illuminata sulla reale situazione, soprattutto sulle vere intenzioni di Madre Gothel. Ricorda quindi di essere la principessa perduta e lo dice chiaramente alla madre smettendo infine di borbottare, perché la madre non li tollera.
Il viaggio l’ha definitivamente cambiata, ora lei vede davvero la realtà.
Dunque si ribella, rompendo agli schemi. Un altro “no” afferma decisa afferrando il polso di Gothel e impedendole di sfiorarle i capelli quando la cerca di rassicurarla che tutto tornerà come è sempre stato.
“Mai più ti permetterò di usare il potere dei miei capelli”.

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Rapunzel ormai è pronta a ribellarsi al dominio dell’autorità ed è a questo punto che Gothel getta definitivamente la maschera di madre iperprotettiva, rivelando la sua natura di madre abusante.
“Vuoi che faccia la parte della cattiva? Va bene. Ora mi trasformo nella cattiva”.

Nel frattempo Eugene riesce a scampare alla gogna grazie all’aiuto dei briganti della locanda Il brutto anatroccolo e di Maximus, ormai diventato un alleato. Corre quindi in aiuto di Rapunzel perché ha capito dalle conversazioni avute con i fratelli Stabbington che la ragazza è in pericolo. Notare anche che a partire dalla fine della gita in barca, quando viene catturato, Eugene comincia a chiamarla “Rapunzel”, smettendo quindi di soprannominarla “biondina”, come ha fatto per tutta la durata del film, in tono canzonatorio.
Recita così la stessa formula usata da Gothel per far scendere la lunga chioma dorata “Rapunzel, sciogli i tuoi capelli” e salire così sulla torre, ma una volta fatto lo attende una spiacevole sorpresa: la fanciulla è stata incatenata, e lui viene ferito mortalmente da un pugnale.

eugene x rapunzel | Tumblr

Abbiamo quindi l’ultimo stadio dell’ evoluzione dei capelli che qui diventano strumento dell’inganno della strega e riveliamo anche la loro maschera: essi sono cresciuti a dismisura per il volere di Gothel, non di Rapunzel, che finisce con il portare sul capo non un’estensione dei suoi pensieri, ma di quelli della madre. Essi sono infatti il simbolo del dominio di Gothel su Rapunzel, nonché la lunga catena di menzogne in cui ha intrappolato la giovane.

Ne è prova, oltre alla smisurata lunghezza, anche il fatto che essi non siano del loro colore naturale, cioè castani. Di questo fattore ci vengono forniti vari indizi nel corso del film: a partire dall’incipit in cui dopo essere stati tagliati, diventano marroni, al fatto che in prossimità della cute sia visibile una ricrescita, al fatto che le ciglia di Rapunzel siano sul castano chiaro, come lo sono i capelli della vera madre.

Eccoci giunti al climax del film, Rapunzel non vuole lasciar morire Eugene ed è disposta a tutto pur di salvargli la vita, anche smettere di ribellarsi a Gothel, sottomettendosi completamente alla sua volontà, è disposta al sacrificio supremo: annullare se stessa.Tuttavia, nemmeno Eugene è disposto ad accettare quel sacrificio, ecco quindi che in procinto di essere salvato, recide i capelli di Rapunzel, annullandone i poteri.

Siamo arrivati al momento della morte dell’antagonista. Gothel cade e si dissolve in polvere, Rapunzel finisce col perdere tutto, dapprima è sotto shock nel vedere morire l’unico genitore che abbia mai avuto, poi si accovaccia a fianco di un agonizzante Eugene pregando i suoi capelli, ormai privati dei poteri, di riportarlo in vita, ma inutilmente.

You were my new dream..." :'( SO SWEET!!!! | Tangled, Disney tangled,  Disney couples

Tagliare i capelli diventa recidere un cordone ombelicale e liberarsi di una relazione tossica.

Eccoci infine giunti alla sequenza in cui Rapunzel si ricongiunge alla sua vera famiglia, da brividi il momento in cui la madre, una volta riconosciuta la figlia perduta, si abbandona a un sospiro di sollievo e poi a un lungo abbraccio insieme al marito, facendo entrare nella neo ritrovata famiglia anche Eugene, avverando contemporaneamente i sogni di tutti e quattro i personaggi.

When Rapunzel's family hugs her. | 30 Times Disney Ripped Out Your Beating  Heart and Stomped on It | POPSUGAR Love & Sex Photo 17

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